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Panicelle di SAn Biagio

Panicelle di San Biagio - Taranta Peligna (Ch)

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San Biagio, martire cristiano, fu decapitato nel 316 dopo essere stato straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana.

Il Santo, medico e vescovo di Sebaste, in Asia Minore, durante la prigionia salvò miracolosamente un giovane a cui si era conficcata una lisca di pesce in gola, per cui è venerato come protettore di tutte le affezioni legate alla gola e dei lanai in ricordo del suo martirio.

Una singolare tradizione viene perpetuata da secoli a Taranta Peligna in provincia di Chieti, patria delle famose  "tarante", coperte artigianali della tradizione abruzzese.

Dalla sera del 31 gennaio, presso la sede della confraternita di San Biagio, i confrati, assistiti dai devoti, iniziano ad ammassare la pasta per i panini sacri chiamati "panicelle", utilizzando la farina ricavata dalla questua pubblica in onore del Santo.
Saranno le donne, di solito con relazione di parentela con i membri della confraternita, a confezionarli con la forma tipica delle quattro dita unite come una mano benedicente ed a segnarle con il marchio del santo protettore.
La mattina del giorno 3, le "panicelle" vengono portate alla funzione liturgica e benedette dal parroco. A sera, tra due ali di folla, illuminata dalle torce che in molti recano, vengono distribuiti i pani sacri tra i fedeli che le faranno consumare soprattutto ai bambini per preservarli dal mal di gola, specialità taumaturgica di San Biagio.

Data evento: 3 febbraio

L.T. 28-01-2021

ph: Teresa Morettoni cc-by-sa-3.0

42.0208228, 14.1721815