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Parrozzo

Il prodotto: Il Parrozzo (o parrozzino, a seconda del formato) è il tipico dolce pescarese.

E' formato da una pasta battuta (detta anche pasta montata) con aggiunta determinante della farina di mandorla e armelline grezze, cotto al forno e infine ricoperto da cioccolato fondente (37-39%burro di cacao). Questo dolce tradizionale, scuro in superficie e giallo rossiccio all’interno, caratterizzato dal sapore deciso di mandorle e cioccolato, ma con un leggero retrogusto di arancio, si accompagna bene con vini e spumanti dolci e con liquori all’arancio.

Come si prepara: per la preparazione del Parrozzo occorre montare uova, zucchero, farina tipo ‘00’, farina di mandorle, con l’aggiunta di grassi vegetali anidri. Si cola l’impasto crudo negli stampi e si procede alla cottura in forno; una volta cotto e tolto dagli stampi, lo si lascia raffreddare e lo si ricopre di cioccolato fondente. Una volta raffreddato il dolce è pronto per essere confezionato.

Ingredienti per l'impasto:
60 gr di farina
60 gr di fecola di patate
100 gr di mandorle dolci
7-8 mandorle amare
120 gr di zucchero
80 gr di burro
La scorza grattugiata di un limone
Un pizzico di sale

Ingredienti per la glassa
150 gr di cioccolato fondente
20 gr di burro

Lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete un pizzico di sale, le mandorle ridotte in granella, la farina setacciata, la fecola, il burro sciolto, la scorza grattugiata del limone e infine gli albumi montati a neve. Cuocete a 180 gradi per 40 minuti circa. Una volta raffreddato fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro e versatela delicamente sul parrozzo con un pennello da cucina ricoprendolo interamente.

Come gustarlo: è da sempre accostato alla degustazione dell'Aurum, liquore alle arance tipico abruzzese, ma anche a liquori come il Centerbe, la Genziana o la Ratafia.

Dove si produce: la località principe di produzione è la città di Pescara.

Storia: in tempi lontanissimi, i contadini abruzzesi per autoconsumo preparavano con la farina di granturco, un pane di forma semisferica cotto nel forno a legna, che chiamavano “pane rozzo”, in contrapposizione a quello fatto con la farina di grano, e quindi bianca, da vendersi ai signori. Agli inizi del secolo scorso il pasticcere Luigi D’Amico ebbe l’idea di farne una trasposizione dolciaria, riproducendo il giallo del granturco con quello delle uova, mantenendo inalterata la forma semisferica e adoperando una copertura di finissimo cioccolato fondente per riprodurre le scure bruciature superficiali caratteristiche della cottura nel forno a legna, e su precisa indicazione di Gabriele d’Annunzio, lo chiamò Parrozzo. La registrazione deiMarchi e Brevetti relativa al Parrozzo risale al 1926.

Curiosità: numerose furono le dediche di  Gabriele d’Annunzio al suo dolce preferito. Anche altri artisti e letterati abruzzesi contribuirono alla nascita di questo nuovo dolce: Luigi Antonelli, commediografo e critico teatrale che scrisse la Storia del Parrozzo; Armando Cermignani, ceramista insigne che realizzò i disegni e i colori della scatola; il Maestro Di Jorio che musicò la canzone del Parrozzo su testo dell’umanista Cesare De Titta.

Fa parte di: Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT)

L.T. 25-05-2020

42.4617902, 14.2160898