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Stazione Sciistica:

Pescocostanzo

Pescocostanzo: un gioiello prezioso tra gli insediamenti "minori" italiani, un borgo antico, esempio eccellente di conservazione di architettura civile e religiosa.
Sorge al centro di un sistema di altipiani carsici, conosciuto come "La Regione degli Altipiani Maggiori d'Abruzzo",  ed è tra i comuni  a più alta quota in Italia (1.400 metri s l.m.). Un eccezionale patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi, l'intatto assetto urbanistico del passato, una fisionomia sociale non stravolta dalle novità,  rendono un carattere di eccezionalità a questa località, dove sono tutti da vivere i segni della storia.
Centro di antica tradizione artigiana, propone al visitatore una varietà di rinomati prodotti dell'artigianato artistico (oreficeria in filigrana, merletti a tombolo, ferro battuto, legno intagliato, ecc.), ma anche l'abbondanza dei prodotti zootecnici e una sviluppata attrezzatura turistica estiva ed invernale, che ben si integra con l'offerta dei vicini centri di Rivisondoli e Roccaraso, con i quali forma il comprensorio turistico  più importante della montagna abruzzese. In inverno la stazione sciistica di Vallefura, vicinissima al paese,  rappresenta un'alternativa  interessante e offre la possibilità di belle piste,  servite da due impianti di risalita, una manovia e un tapis roulant, ma anche di snowpark e baby garden. Al bosco di S.Antonio, poi, il centro sci fondo, con tracciati tra i più conosciuti della regione, con battitura meccanica e serviti da scuola sci, nolo attrezzatrura, sciolinatura e punto ristoro.
Per il dopo sci, è consigliata una passeggiata nel centro storico, fra palazzi, con portali di gusto barocco, e le case con "vignale"; alla scoperta delle botteghe artigiane, espressione del territorio; una visita nelle chiese, soprattutto all'antica Collegiata di S. Maria del Colle, per ammirarne gli affascinanti impianti decorativi e la diversità di opere d'arte che custodisce, e al Museo del Merletto a Tombolo, dove sono esposti i meravigliosi "pizzi" realizzati dalle  trinaie pescolane, fedeli a quell'antica arte importata dalle donne dei maestri lombardi nella seconda metà del 1400.
Maggiori informazioni su: 
www.pescocostanzoresort.com

 

Pescocostanzo

Area Stazione Sciistica:
Altopiano delle 5 Miglia
Altitudine:
1.400
Provincia:
L'Aquila

Luogo anticamente considerato sacro e dedicato a Giove, il Bosco di Sant'Antonio è una delle più belle faggete d'Abruzzo. Si estende per 17 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella. Offre un incredibile scenario di faggi secolari dalle forme bizzarre, ma sono presenti nell'area anche l'Acero campestre, il Pero selvatico, il Ciliegio il Carpine nero, il Tasso.

Il Sacrario Nazionale Mauriziano di Pescocostanzo è situato nella parte alta del centro abitato in località Carpineto a 1.482 m. di quota.

Il Palazzo Fanzago (1626-1642), così denominato in riferimento al suo progettista Cosimo Fanzago (bergamasco), era destinato a sede del monastero delle Clarisse di S. Scolastica.

La Chiesa rinascimentale di San Giovanni Battista, nell'omonima via, ha un bel portale del 1532 con terminazione a timpano triangolare e con un architrave scolpito, sul quale un piccolo bassorilievo rappresenta il martirio di San Giovanni. I battenti originali sono del 1536. Il rosone rappresenta un caso unico di conservazione a Pescocostanzo.

La Basilica, l'antica Collegiata, è tra le chiese più interessanti d'Abruzzo. Sorge dove dall’XI secolo preesisteva un nucleo religioso. Fu riedificata nel 1466 con configurazione a 5 navate, dopo il terremoto del 1456.

Chiesa rupestre del XII/XIII secolo (grotta-eremo), si apre a 1.266 m slm ai piedi di una rupe che s'affaccia sul Quarto Grande, alle pendici del monte Pizzalto, di fronte a Colle Riina dove sono state rinvenute tombe longobarde.

Il nucleo storico ancora ben identificabile,anche attraverso l'ubicazione delle porte che consentivano l'accesso al borgo (ancora visibili Porta Antonetta, quattrocentesca, e quella nei pressi di Palazzo Sardi) ha prevalentemente una struttura urbana raccolta, con case che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine e scalinate, tipico dei sec.

Il Santuario conserva una miracolosa immagine della Madonna col Bambino (bassorilievo in pietra). Fu eretto alla fine del XVI secolo nel luogo in cui, secondo la tradizione, l’effigie della Vergine, trasportata da terre lontane, divenne così pesante da non poter essere più rimossa.

Il Bosco, formato prevalentemente da faggi, comprende anche aceri di specie diverse, opalo (di monte e campestre), nocciolo, cerro e il sorbo montano. Ad alte quote i boschi di querce lasciano il posto a una vegetazione più fredda, fatta di ornielli e carpini. A queste quote si trovano anche il Tiglio e il Maggiociondolo (quello della leggenda della gigantesca Maja).

Il Rasino è un ruscello che tocca le radici del colle, sopra cui sorge Roccaraso, che prima fu detto, perciò, Rocca del Rasino, poi Rocca del Raso e attualmente Roccaraso.I sigilli municipali ricordano la stessa origine. In uno del 1683 vi sono tre torri con un ruscello che fluisce alla base la scritta "Universitas Terre Rocce Rasini".

La Chiesa di San Rocco fu eretta nel 1656, come atto votivo dei cittadini scampati alla peste. Dall’epigrafe posta sul portale si deduce che, nell’anno 1743, i Roccolani rinnovarono i loro voti al Santo.E’ l’unico fabbricato scampato alla furia dell’ultima guerra.

Istituita nel 1982, ha un'estensione di 482 ettari, ricadenti nel territorio del Comune di Palena, ed e' interamente compresa nel Parco Nazionale della Majella. E' un vasto altopiano di origine carsica, circondato da rilievi montuosi,che si sviluppa ad un'altitudine che varia tra 1073 m e 1729 m.

41.8902102, 14.0655955