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woman in forest

Really hype: l'Abruzzo dei baby boomers

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il turista contemporaneo è mosso da una ricerca di autenticità che si rivela come un aspetto della più universale ricerca del sacro, dell’incontro con il radicalmente altro” (Dean MacCannell )

"Esplorare l'Abruzzo è vagare in un passato più gentile, in un tempo tranquillo e conviviale, tra storia, arte, cucina deliziosa e paesaggi meravigliosi che cambiano con le stagioni. Vecchie signore in grembiule  siedono davanti gli usci intrecciando le cipolle in trecce. Invece di giocare al computer, i ragazzini sono fuori a giocare a calcio. Le famiglie fanno la spesa nei mercatini all'aperto, non negli ipermercati, e se non producono il proprio vino lo acquistano dai vigneti locali. Il cibo è un'altra parte importante della vita in questo angolo di paradiso. Nella maggior parte delle trattorie i piatti vengono cucinati secondo antiche tradizioni, proprio come si faceva nelle generazioni passate. Sulla costa i piatti tipici sono a base di pesce, mentre nell'entroterra capretto arrosto, agnello e cinghiale sono in primo piano". Per Kathleen Peddicord (Huffington Post)  è il quinto posto migliore del mondo per baby boomers  come ribadisce nell'articolo "How to Retire in Italy" riconfermando  l'Abruzzo come luogo con lo stile di vita migliore d'Italia.

Tempo e potere d'acquisto sono le caratteristiche dei  Baby Boomers,  nati tra il 1946 al 1964,  sotto la buona stella del boom economico. Sono attivi, energici, aperti e curiosi, cercano esperienze particolari, nei borghi o all'aria aperta, ma sempre all'insegna del turismo lento, del benessere fisico e mentale, della convivialità.

Sono in cerca di un viaggio attraverso luoghi dove è possibile lo scambio identitario dentro scenari partecipativi e trasformativi alla riscoperta di culture materiali e simboliche, di usi, costumi, artigianato, credenze, valori che vanno ben oltre l’esperienza del viaggio, un cammino dove nascono incontri con uomini e donne straordinari: pastore, lupari, tessitrici, ricamatrici. Partecipare è la parola d'ordine: frequentatissimi e richiestissimi i laboratori di cesteria, di tintura di lane autoctone, di raccolta di erbe selvatiche, di cucina, di arazzeria proposte dalle botteghe artigiane abruzzesi. Le esperienze del gusto offrono assaggi di vini invecchiati e profumati o appena spillati, passeggiando lungo verdi e sconfinati filari nel tepore delle vigne o tra ulivi secolari e visite ai frantoi dove assaporare, con un pane di grani antichi, l’olio sopraffino delle terre abruzzesi, caseifici e i salumifici artigianali offrono formaggi antichi, che sanno di prato e di fiori lungo inebrianti vie d'erba. 

Molteplici  i rituali, le feste tradizionali, le sagre, gli eventi culturali e sportivi, le mostre, i festival musicali, le rassegne teatrali e dell’artigianato artistico che accolgono e coinvolgono i boomers soddisfacendo il bisogno di entrare in simbiosi con una cultura "altra". La salvaguardia delle antiche culture permette di valorizzare le diversità locali, intese sia come ricchezza turistica sia come patrimonio storico, di identità e possibilità di scambio. Da qui l'importanza della riscoperta dell'ambiente antropico contadino come intreccio di culture materiali e simboliche, di usi, costumi, artigianato, credenze, valori. Il contesto territoriale fa da sfondo autentico al folklore: un patrimonio paesaggistico vario e di inestimabile valore, articolato in borghi medievali dal caldo colore del mattone antico o di pietra “nuda”, eremi suggestivi sospesi nella natura, monasteri e conventi, piazze storiche cittadine, monumentali fori, le terme, i templi, i teatri e gli anfiteatri, santuari di culto rupestre. Le feste popolari tradizionali mantengono ancora una grande importanza presso le comunità locali ed in alcuni casi hanno assunto un rilievo nazionale.

Per i più attivi spettacolari panorami montani, placidi e azzurri laghi, faggete secolari, cascate e incantevoli polle sorgive offrono la possibilità di fare un’esperienza immersiva nella natura. Fiumi smeraldini e limpidi da percorrere in canoa, cammini e percorsi bike, romantici trabocchi sul mare, spiagge dorate, pinete, oasi marine incontaminate e riserve naturali proteggono le specie più preziose.

Con percorsi di benessere che coniugano mente, corpo, ambiente e società, una vacanza in Abruzzo è una vera terapia olistica di guarigione. Nell'aquilano sono  8 i borghi d'Abruzzo, menzionati dall’Associazione Nazionale Borghi del respiro che si pone lo specifico e principale intento di promuovere una visione integrale della salute umana, dal punto di vista fisico, psichico e spirituale, la protezione della natura, la dieta mediterranea e i prodotti tipici locali, l’artigianato locale:

  • Scanno, tra i Borghi più belli d'Italia,  un luogo di magia e d’incanto arroccato su uno sperone di roccia, un'esperienza di bellezza sulla Riserva del Sagittario e sul lago;
  • Rocca di Mezzo circondata da  pinete e i prati che gli fanno da corona;
  • Civitaretenga, dominata dal borgo fortificato, chiamato semplicemente castello, per differenziarlo dal sobborgo del Ghetto, che sorge attorno la chiesa madre;
  • Rocca di Cambio, il comune più in alto dell’Appennino, arroccato su un costone alle pendici del Monte Cagno che domina l'ampia Piana delle Rocche;
  • Villa Sant'Angelo, antico borgo della Valle dell'Aterno;
  • Fontecchio, un vero e proprio Castrum, ricco di testimonianze e leggende nella Parco regionale Sirente-Velino;
  • Secinaro, circondato dalle montagne e dal massiccio nord del Sirente, conosciuto come "Le Dolomiti d'Abruzzo";
  • Lucoli, ricercata ed attrezzata località di soggiorno estivo e centro di sport invernali;
  • Tione degli Abruzzi con le sue tipiche Pagliare, singolari costruzioni legate alla transumanza orizzontale, ricovero estivo dei pastori agli alpeggi.

Pratica diffusa nei boschi è il forestbathing mentre percorsi di benessere non solo fisico, ma anche emozionale sono offerti dai centri termali e dalle spa diffuse nella regione.

L.Toppeta 31-05-2021

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