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Rocca Pia

Dove si trova: Rocca Pia (AQ) è situato lungo la Statale 17, l'antica Via della Lana (poi Napoleonica), che collega Sulmona con il Piano delle Cinquemiglia e l'Alto Sangro. Fa parte del Parco Nazionale della Majella.

Perché visitarlo: Rocca Pia, chiamata già dal XII secolo "Valle Oscura", deve il suo nome attuale a re Vittorio Emanuele II: nel 1860, durante una sua visita di passaggio, fu pregato dagli abitanti di cambiare il nome così triste del loro paese. Il re decise di dedicarlo alla figlia Maria Pia e così, con un decreto del 1865, il nome fu definitivamente cambiato in Rocca Pia.

A quota 1050 m. s.l.m., il paese ha mantenuto l'originario assetto urbanistico adattato alla situazione orografica, con case abbellite da loggiati ad arcate e munite di "vignale", una piccola scalinata esterna con pianerottolo coperto; la parte fortificata del paese viene ancora oggi denominata "Castelluccio" e si trova nella zona immediatamente sottostante la collina dove si trovano anche i resti del castello del XII-XIII secolo.

Prossima agli impianti scioviari di Rivisondoli-Montepratello, in estate è luogo ideale per soggiorni tranquilli: dispone di ricettività alberghiera ed è punto di partenza per magnifiche escursioni verso la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio e verso le vette e le località degli Altipiani Maggiori, Rivisondoli, Roccaraso e Pescocostanzo.


Cosa vedere:

  • la Chiesa rurale della Madonna del Casale;

  • la Torre del castello di Valleoscura;

  • la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, risalente al XIII sec.;

  • il Palazzo Ducale Fidei, residenza ducale dei proprietari del borgo, costruito nel XVI sec.;

  • il Museo Civico di Documentazione Storico-Ambientale, dove sono esposte alcune testimonianze (utensili e oggetti) della vita e del lavoro della piccola comunità, caratterizzata in passato da un notevole sviluppo dell'industria armentizia.

Cosa mangiare: a Rocca Pia si possono assaporare piatti tipici della tradizione abruzzese, come sagne e fagioli o maccheroni alla chitarra. Tra i secondi troviamo l’agnello in umido e ceci allo zafferano, prodotto tipico della zona, così come la patata a pasta gialla.

Sito web:

http://www.comune.roccapia.aq.it/hh/index.php

FC (28/04/2020)

Provincia: L'Aquila

CAP: 67030

Prefisso: 0864

Altitudine: 1050m

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.9348589, 13.9773536

Si trova sul Piano delle Cinque Miglia a circa 1300 m. Fatta erigere da Carlo d'Angiò, presenta un bel portale e delle finestre di tipo tardo-gotico. All'interno, una statua in terracotta della Vergine risalente al XV secolo e affreschi del XVI secolo che rappresentano scene della vita di Cristo e della Madonna.

Nel sistema delle aree protette della regione Abruzzo, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio ha grande importanza in quanto si pone come corridoio di collegamento per gli scambi faunistici tra il Parco Nazionale d'Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella. Istituita con Legge Regionale n.

Il Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio era uno dei presidi strategicamente più importanti della Valle Peligna, protagonista delle vicende degli Hohenstaufen, e certamente uno dei fortilizi più interessanti del territorio, anche fuori dai confini regionali.

Chiamata con il nome della Santa protettrice, d? accesso alla strada che conduce all'omonima chiesa rurale. E' denominata anche Porta delle Frascare, in quanto veniva utilizzata dai taglialegna per i loro lavori.

Ubicata nei pressi dell'omonima chiesa, conserva ancora sulla sinistra una torretta di difesa. Al di sopra dell'arco ? possibile osservare un affresco del XVII secolo raffigurante Santa Margherita, patrona di Pettorano sul Gizio, che sorregge il paese con la mano sinistra.

 La Chiesa di S.Margherita d'Antiochia è sita nell'ampia Valle di Frevana, presso una sorgente d'acqua che va ad arricchire il Gizio. La Chiesa fu fondata dall'antica castellana Margherita da Corbano, agli inizi del 1300 e fu più volte rimaneggiata a causa di alluvioni, l'ultima delle quali risale al 1835.

E' la Porta che dava accesso ai mulini fatti costruire dai Cantelmo lungo il fiume Gizio.Era anche l'accesso che conduceva alla sottostante area della fonderia del rame. Da essa attualmente si accede al parco di archeologia industriale, zona suggestiva anche da un punto di vista naturalistico.