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Roccamorice

Dove si trova: su di una rupe alta e scoscesa alla confluenza di due torrenti affluenti del Lavinio, sul versante nord-occidentale della Majella

Perchè visitarlo: è un luogo di soggiorno estivo per la bellezza dei luoghi naturali e la pace che vi si respira, caratterizzato da case medievali e settecentesche realizzate in pietra, ma  famoso per la presenza di eremi spettacolari scavati nella roccia, dimore del Santo Celestino, mete imprescindibili per il turismo religioso in Abruzzo. Consistente nel territorio la presenza di capanne a tholos, arcaiche archittetture legate alla pastorizia.

Cosa vedere:

  •  Eremo celestiniano San Bartolomeo in Legio  uno degli Eremi Celestiniani della Majella più spettacolari e famosi. L'edificio si stende in uno scenario arido, sotto un costone roccioso che lo copre completamente, tanto da mimetizzarsi nella roccia. Fu costruito in un periodo anteriore al Mille e successivamente restaurato da Celestino V intorno al 1250 e da lui usato per le numerose quaresime a cui si sottoponeva. Agli ambienti dell'Eremo, che è un piccolo convento nella roccia con attigua cappella, si accede attraverso una scala scavata nella pietra, la Scala Santa, che porta a una balconata rocciosa alla fine della quale appare con effetto sorprendente la chiesa. All'interno si nota un semplice altare sui cui è posta la statua lignea di S. Bartolomeo e, sulla parete sinistra, una vaschetta che raccoglie una modesta risorgenza d'acqua che i devoti ritengono miracolosa. Ogni anno il 25 agosto giungono a San Bartolomeo numerose compagnie di pellegrini. Dopo la messa scendono al fiume che scorre sotto il costone roccioso e si bagnano, ripetendo un rituale antichissimo. Poco lontano, sotto un altro riparo di roccia, scavi archeologici hanno scoperto la presenza di un villaggio dell’età della pietra;

  • Eremo di S. Spirito a Maiella (m. 1130) Proseguendo sulla panoramica strada addossata alla montagna si giunge nell'incantevole luogo dove sorge l'antico eremo addossato alla roccia. La chiesetta e il monastero sono mirabili opere dell'uomo che ha saputo sfruttare e utilizzare tutto ciò che la natura offriva; sono stati ricavati corridoi, gradinate, logge, viottoli che conducono sul fianco o al culmine della rupe fino alla cappellina e alla semplice cella che fu dimora di Celestino eremita. Una primitiva costruzione del IX sec. Fu restaurata nel 1244 da Pietro Angeleri (Papa Celestino V) quando si ritirò in questo luogo per vivere nella penitenza e nella preghiera. La chiesetta fu trasformata nel '500, restaurata nei successivi secoli; sotto lo sperone della montagna sono collegate al monastero dalle suggestive, anguste celle. Particolare fascino promana anche dall'antistante piazzale. Alcune stanze usate da religiosi che spesso si recano in questa meravigliosa oasi di pace per raccoglimento e meditazione. E' meta di continue visite da parte di turisti agevolati dalla strada che è stata resa più accessibile. Il  4 ottobre vi si celebra la c.d. "chiusura del Perdono celestiniano";

  • capanne a tholosle capanne e i complessi pastorali in pietra a secco in Abruzzo è uno straordinario universo di architettura spontanea sconosciuto ai più, legato alla vita dell’uomo sulla montagna e alla pastorizia. La media montagna abruzzese è disseminata di queste strutture. Sulla sola Maiella è concentrato il maggior numero di capanne di pietra, con densità maggiore nei comuni di Abbateggio (Valle Giumentina, con uno dei più grandi tholos di tutta la Maiella) Roccamorice (Valle Onofrio, Fosso Capanna e Colle della Civita) e Lettomanoppello

  • Chiesa di S. Donato alcentro del  paese. La facciata è in pietra, il portale quattrocentesco, la forte torre campanaria in pietrame misto. L'interno è classicheggiante, a tre navate: pilastri, arcate, stucchi ed ornamenti vari e una pregevole tela della Crocifissione.

  • Portale in pietra dell'antico Palazzo Baronale sulla destra della chiesa grande;

  • "Dimora di Celestino V" nella via a lui dedicata. E'un'antica costruzione  forse abitata dal Santo prima del ritiro sull'eremo di S. Spirito. Il portale è in pietra ad arco ogivale del 1444;
  • rovine del Castello sulla via che conduce all'eremo: emergono una grande torre, piccole feritoie e particolari medioevali.

Cosa mangiare: pasta di grano antico Solina e farro autoctono, cacigni, orapi, cervo e cinghiale in umido.

Sito web

LT: 11/03/2020

Provincia: Pescara

CAP: 65020

Prefisso: 085

Altitudine: 523

POSIZIONE GEOGRAFICA

42.2136625, 14.0241969

È uno degli Eremi Celestiniani della Majella più spettacolari e famosi. L'edificio si stende in uno scenario arido, sotto un costone roccioso che lo copre completamente, tanto da mimetizzarsi nella roccia.

Il Santuario della Madonna dell'Elcina sorge su una collina rocciosa a breve distanza dal centro storico del paese. La chiesa in pietra locale, nella sua fattezza attuale, è di recente costruzione ma di antica fondazione e riveste un notevole valore storico, artistico e religioso per tutta la vallata.

L'Eremo di Santo Spirito a Majella è il più grande e famoso di tutta la Montagna Madre, un piccolo Monastero costruito tra le rocce. Anche se ha subito diverse trasformazioni nei secoli, mantiene ancora il fascino dovuto alla stupenda posizione nella valle omonima.

Il museo è articolato in due sale e tre sezioni: la sala paleontologica che comprende la sezione fossili e la sezione "uomo" e la sala delle ambre.La sala paleontologica, dopo una parte introduttiva sul rapporto uomo-fossile e sul lento affermarsi della paleontologia come scienza, offre un quadro generale del nascere e dell'evolversi della vita nel mare, culla primigenia di ogni organismo.