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Scanno

Dove si trova: Scanno (AQ) sorge nell’Alta Valle del fiume Sagittario, poco fuori i confini del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Perché visitarlo: noto centro di soggiorno estivo ed invernale della montagna abruzzese, Scanno è uno spettacolo che comincia prima dei confini del borgo. Splendida è infatti la strada che sale a tornanti e che porta al paese: il viaggio diventa così già esperienza di bellezza, mentre lo sguardo si perde nel paesaggio, sulla Riserva del Sagittario e sul lago, per poi posarsi sul borgo e incontrare un luogo di magia e d’incanto arroccato su uno sperone di roccia. Il centro storico è un intrico di stradine, vecchie case, fontane, piazze, palazzi signorili, portali eleganti e decorati, in armonica fusione tra architetture tipiche del medioevo e dell'età comunale, con edifici squisitamente barocchi ma su cui sembrano predominare una certa sobrietà e una spiccata essenzialità. Il lago omonimo  -il maggiore invaso di formazione naturale in Abruzzo, con il profilo a forma di un cuore-  l’originale costume muliebre, i paesaggi incantevoli, una storia soffusa di mistero, hanno appassionato da sempre i grandi fotografi come Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e altri. Impossibile poi non subire il fascino dei lavori di artigianato che nell’arte orafa e nel merletto a tombolo trovano la più alta espressione. Strutture ricettive di buon livello, una ristorazione particolarmente attenta ai sapori e ai prodotti della tradizione locale attendono il visitatore che troverà inoltre modo di assistere ai numerosi avvenimenti artistici e culturali.
Non resta quindi che addentrarsi nella “ciambella”, il percorso ideale ad anello così comunemente chiamato dai locali, che partendo dalla chiesa parrocchiale, vi tornerà per chiudersi.

Cosa vedere:
• chiesa Santa Maria della Valle, strutturata nel 1568 sulla medioevale Chiesa di S. Maria di Scanno, ora cinquecentesca, con facciata molto rimaneggiata nel corso dei secoli. E’  l'attuale chiesa parrocchiale;
• ex chiesa del Purgatorio o delle Anime Sante, probabilmente edificata verso la fine del XVII secolo. Interdetta al culto e utilizzata per iniziative culturali è sede dell’Auditorium Guido Calogero;
• fontana Sarracco, costituita da due corpi ad arco realizzati a più riprese: quello a sinistra datato 1549, serviva come abbeveratoio per animali; l'altro certamente di epoca posteriore, con i celebri quattro mascheroni (Re, Regina, Zoccolante, Cappuccino) presenta un piano d'appoggio molto alto che consentiva alle donne di collocare agevolmente  le conche  sul capo dopo averle riempite. Al centro del corpo di destra vi è murato un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione datato 1732;
• museo della Lana, ha sede dal 1996 nel locale dell'ex mattatoio. E' stato intitolato alla lana perché è il prodotto che ha fatto ricco il paese tra Cinquecento e Settecento. Integra le collezioni storiche della Regione sulla cultura pastorale contemporanea (1850-1930);
• chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, potrebbe risalire ai primi del 1400.  Sopra l'altare maggiore splendido affresco della Madonna in trono con bambino datato e firmato DE CIOLLIS A.D. 1418 che si annovera nei maggiori esempi di arte sacra del quattrocento abruzzese;
• palazzo Mosca, costituito da due corpi che autorizzano l’ipotesi di fasi distinte di realizzazione.  Interessante il cornicione in stucco con trionfo di coppie di puttini danzanti;
• chiesa di S. Rocco o Madonna del Carmine, intitolata a S. Rocco, ma per gli Scannesi è la chiesa della "Madonna del Carmine" perché sede della omonima Confraternita. Prese il titolo attuale in seguito alla fusione con la precedente chiesa del S. Sacramento avvenuta probabilmente nella seconda metà del seicento;
• chiesa di S. Eustachio e S. Maria di Loreto, è ricordata in una bolla corografica del 1188. Demolita nel 1693 in seguito ai gravi danni riportati nel terremoto del 1654, fu ricostruita nel 1712 a spese della comunità sulla precedente chiesa medioevale.  Fu chiesa parrocchiale fino a metà del Cinquecento e, in memoria di tale antica dignità, si costumava qui investire il nuovo Parroco;
• palazzo Di Rienzo, sorge vicino al largo dell’Olmo nel quale un tempo si  tenevano le pubbliche assemblee popolari. L’impianto attuale è il risultato della fusione di due precedenti edifici avvenuta nel 1900 sull’area dell’antico palazzo feudale dei D’Afflitto e dei Caracciolo. Una bellissima trifora laterale testimonia l’esistenza della primitiva struttura quattrocentesca. Curiosa è la facciata dell’abitazione prospiciente il palazzo le cui aperture  (il portoncino d’ingresso, il balcone centrale, i due  oblò e la finestra) sono distribuite come su un volto umano in segno di scherno della potente famiglia Di Rienzo;
• chiesa di San Giovanni Battista,  è  probabile che la costruzione risalga alla prima metà del Cinquecento.  Attualmente è un luogo sacro con vocazione museale che riunisce statue di santi realizzate tra il Seicento ed il Novecento ancora oggi oggetto di culto;
• arco della Nocella, la cui origine potrebbe risalire alla espansione quattrocentesca dell’abitato ma come molti altri passaggi (in paese se ne contano oltre venti) non si esclude l’ipotesi di una edificazione risalente al XVIII secolo per collegare gli edifici tra di loro ed aumentarne  la stabilità. Sotto questi archi si accendevano dei grandi fuochi e così, con il tempo, hanno assunto la caratteristica colorazione nera.  Da notare la “cemmausa” elemento decorativo ricorrente nell’ambiente antico scannese;
• porta della Croce, realizzata probabilmente nel XV secolo durante l’ampliamento dell’abitato verso sud a rappresentare una vera e propria porta d’accesso al paese. E’ l’unica rimasta dopo l’abbattimento dell’antica cinta murari;
• chiesa di S. Antonio Abate, forse la più modesta delle chiese scannesi, anteriore al sec. XVI. Nel 1850 venne ricostruita dai fratelli Antonio e Adriano Di Rienzo, i quali ripristinarono l'antica usanza della distribuzione delle "Sagne" il 17 gennaio, festa del Santo, che vengono cucinate nella piazzetta antistante. Il suo ultimo restauro risale al 2000;
• palazzo Tanturri de Horatio, tra gli eccellenti motivi architettonici sono da notare la trifora dell’ultimo piano sulla Via De Angelis ed il piccolo mascherone che marca l’angolo della stessa via,  di squisito sapore borbonico, molto probabilmente di carattere apotropaico;
• chiesa di Santa Maria delle Grazie,  realizzata nella prima metà del 1700 ad opera degli Scolopi grazie al generoso lascito del  medico e fisico scannese Donatangelo Roscelli. Dal 1907 è sede dell’omonima Confraternita;
• numerose altre chiese, fontane, palazzi gentilizi collocati in aeree al limite del centro abitato, corrispondenti all’antica cinta extramuraria;
• la piccola chiesa consacrata all’Annunziata, meglio conosciuta come Madonnina del Lago, situata lungo la sponda sud del bacino lacustre di Scanno. Incassata nella roccia ospita all’interno la graziosa statua della Vergine in legno, copia fedele dell’originale cinque-seicentesca, trafugata nel 1979;
• le botteghe artigiane, in particolare quelle orafe e i laboratori di merletti a tombolo.

Cosa mangiare:
la gastronomia locale è caratterizzata da ingredienti semplici e genuini. Tra le paste fatte in casa si annoverano i tradizionali maccheroni alla chitarra, con un buon sugo di agnello o castrato. Nel periodo invernale si prediligono j frescheriell, un tipo di polenta bianca amalgamata con fagioli, cavolo verza, patate e soffritto d’aglio. Buonissime sono le minestre e zuppe di legumi tra i quali è particolarmente ricercato il fagiolo bianco di Frattura. Nel periodo pasquale è consuetudine preparare ju zuppettone, una zuppa con brodo di carne di capretto o agnellino, uova e formaggio pecorino grattugiato. Tra le carni sono rinomate il castrato d'agnello, le salsicce (nella versione classica, aromatizza o di fegato) il salame schiacciato, il prosciutto di montagna, la lonza, le salamelle di tratturo. Il pecorino, nelle varietà classico, tenero di Scanno e Gregoriano, la ricotta classica e scorza nera, le ricottine al fumo di ginepro, il caciocavallo sono formaggi dal gusto unico che riflettono aromi e profumi dei pascoli del luogo. Il dolce più rappresentativo è senza dubbio ju mastacciuole (mostacciolo). Tradizionali le manzule ratterrate del periodo natalizio, le ciambelle di Pasqua, i fritti di Carnevale, gli amaretti e le ferratelle. Ma accanto a questi dolci legati al passato, Scanno ha saputo crearne altri “più giovani”: il  Pan dell’Orso e il  Biscotto di Prato Verde.

Sito web

Fa parte de: I Borghi più Belli d’Italia  e Bandiere Arancioni 
  
(magda 23/01/2020)

 

Provincia: L'Aquila

CAP: 67038

Prefisso: 0864

Altitudine: 1050m

POSIZIONE GEOGRAFICA

41.8999822, 13.8841364