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inghiottitoio dell'Ovito

A scuola di canyoning: l'Ovido di Verrecchie

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Verrecchie, frazione del comune italiano di Cappadocia (AQ) è un paesino di 80 abitanti ma nel periodo estivo si riempie di vita.

È situato ai piedi del versante orientale del Monte Padiglione appartenente ai Monti Simbruini. Dista 8 km da Tagliacozzo (AQ). Sopra l'abitato sono visibili i resti della Rocca di Monte a Corte, risalenti al 1239 e costruita per volere dell'imperatore Federico II e la Chiesa di S. Egidio del sec. XII, probabilmente costruita da monaci dell’ordine religioso dei Cistercensi.

Lungo il corso del fiume Imele è presente una piccola cascata con un caratteristico Mulino a ruota orizzontale del I sec. a.C., restaurato e perfettamente funzionante, un luogo affascinante che dal 2008 ospita il il Museo delle Tradizioni Contadine, dove è possibile fare un tuffo nel passato alla scoperta di antichi mestieri e tradizioni lontane.

Percorrendo il sentiero alla sinistra del mulino si può raggiungere la sorgente del fiume Imele dove si raggiungono le Grotte di Beatrice Cenci e l'Ovido di Verrecchie tramite la carrareccia che parte da Petrella Liri ricalcando un antico sentiero e scende gradatamente, fino ad arrivare in prossimità della cavità, ove termina in un ampio piazzale di sosta.

Le Grotte di Beatrice Cenci devono il nome alla nobile romana, giustiziata nel 1599, secondo la leggenda a Petrella Liri per aver ucciso il proprio padre. Le grotte ospitano grandi sale abitate dal Neolitico, ricche di stalattiti e stalagmiti e decorate con graffiti e un sito dove sono stati rinvenuti reperti dell'età del bronzo. Si aprono con uno stretto corridoio che confluisce in una grande sala, fino ad arrivare a grande ambiente normalmente inondato che funziona come un inghiottitoio che canalizza le acque meteoriche dal corridoio, attraverso parte della prima sala fino al lago.

A circa 300 metri dalle Grotte di Beatrice Cenci vi è una cavità verticale in cui scorre un torrente impetuoso che forma due pozzi di poco meno di 30 metri lungo i quali, in inverno ed in primavera, scende a picco una singolare cascata: l'Ovido di Verrecchie. Il pozzo dell' Ovido, chiamato anche "pozzo dei piccioni", ma abitato da pipistrelli, ha una altezza di 100 metri ed è creato dal  balzo di 30 metri del fiume Capacqua che ha la sorgente presso i monti di Cappadocia. Il periodo più bello per visitare il complesso turistico è in primavera e in autunno perché in queste stagioni c’è acqua all’interno dell’Ovido.

Questo inghiottitoio è uno dei siti preferiti dallo Speleotour Center, un’ associazione di esperti in speleologia e torrentismo, che ha come motto “viaggiare con l’acqua nel tempo” e si occupa di insegnare la speleologia con vari livelli di preparazione.

L’Ovido di Verrecchie, che già da più di dieci anni è scenario per l’istruzione dei ragazzi alla progressione su corda, negli ultimi tempi è diventato quindi il luogo ideale non solo per quelli che vogliono imparare questa disciplina, ma anche per chi vuole vivere un’avventura affascinante. Così anche persone che non hanno mai messo un imbrago , in gruppi di massimo otto componenti, vengono accompagnate in tutto il percorso dell’Ovido dai membri dello Speleotour Center che inoltre mettono a loro a disposizione tutto il materiale tecnico necessario e un’ assicurazione individuale.

L.T. 24-02-2021

Marica Massaro, CC BY-SA 4.0

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