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Sito archeologico di Catignano (Pe)

Sito archeologico di Catignano (Pe)

Descrizione: all'estremità orientale di un lembo di terrazzo fluviale alla confluenza del fiume Nora con il Fosso dei Cappuccini, si trova il il sito archeologico di Catignano - Ponte Rosso in località Sterpara.

Storia: l'area è stata oggetto di approfondite ricerche da parte del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo in seguito alle quali è emerso il suo eccezionale interesse.  Nell'area sono infatti documentati insediamenti di vari periodi. Il più antico è rappresentato da una officina litica della cultura gravettiana (Paleolitico superiore), risalente a circa 25-22.000 anni fa: lame e schegge ritoccate, bulini, trapezi, punte, asce di pietra levigata. Si tratta di una scoperta di notevole importanza poiché questa cultura, diffusa in Europa tra i 28.000 e i 20.000 anni fa, è presente in Italia in poche località ed è l'unico rinvenimento in Abruzzo.

Nel 1970 vennero alla luce i resti di un grande villaggio, databile tra 7000 e 6000 fa: la peculiarità della ceramica rinvenuta, spinse ad attribuire a Catignano il ruolo non di “semplice” villaggio bensì quello di un importante sito preistorico, tale da dare il nome a una nuova cultura neolitica: la Cultura di Catignano”. La conservazione di quanto resta dei villaggi è pertanto indispensabile perché vi sono presenti una varietà di strutture in eccezionale stato di conservazione, un unicum in Italia.

La scoperta dell'insediamento ha messo in luce, attraverso le prospezioni di superficie frammenti di intonaco di capanne, industria litica e numerosi frammenti di ceramica figulina. Gli scavi hanno individuato numerose strutture (rotondeggianti, di dimensioni piuttosto grandi, varie buche circolari ed una fossetta rettilinea),la cui distribuzione denota una disposizione legata ad una primitiva concezione urbanistica: forni primitivi, capanne seminterrate tra cui una vera e propria "casa" rettangolare; buche rotonde o ellissoidali; in una di queste era presente lo scheletro di un bambino che aveva come unico corredo una ciotola posta in prossimità del cranio.

La ceramica è presente con tre classi: quella figulina dipinta, la ceramica depurata grigiastra o nerastra e quella grossolana non decorata. 

Le popolazioni del villaggio di Catignano avevano un'economia basata sull'agricoltura e l'allevamento del bestiame, come si rileva dalla presenza di elementi di falcetto, di macine, di chicchi carbonizzati di grano, dai resti faunistici appartenenti quasi esclusivamente ad animali domestici, fra i quali prevalgono gli ovini.

La ceramica figulina dipinta con ocra rossa è attribuita all'aspetto culturale più antico nell'ambito della corrente culturale della ceramica dipinta.

Gran parte dei reperti è esposta presso il Museo Archeologico Nazionale La Civitella di Chieti.

Resti di ceramica di tipo Catignano sono stati trovati nei pressi di Villa Badessa (PE) , nella Grotta dei Piccioni di Bolognano (PE) e nella Grotta Sant'Angelo a Civitella del Tronto (TE), in località Colle Cera a Loreto Aprutino (Pe). Sembra che ampia sia stata la diffusione della ceramica dipinta nel nostro territorio, che si sostituì alla ceramica impressa e che evolse nella "cultura di Ripoli".

L.Toppeta 21-09-2021


In foto: ceramica fine rossa/ incisione/ excisione - neolitico-cultura di Catignano - V-IV millennio a.C. - Museo Archeologico Nazionale La Civitella - Chieti, Frammento di vaso emisferico profondo con orlo diritto e labbro appiattito, recante una stilizzazione del volto umano: l'arcata sopracciliare, situata subito sotto l'orlo, è resa mediante un cordone curvilineo; il naso è ottenuto grazie ad una presa verticale a profilo semicircolare e conserva due tagli formanti le narici; due fessure oblique segnano gli occhi mentre una fessura orizzontale segna la bocca da cui si stacca una banda incisa, riempita da fitto tratteggio rappresentante la barba.

Località Sterpara

42.3607472, 13.998629