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Rito del Viso Adorno (ph. Francesca Fontana)

Torino di Sangro e il rito del Viso Adorno

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Va in scena tra la sera del 9 e le prime luci della mattina del 10 dicembre ed è dedicato al culto della Madonna di Loreto, patrona del paese.

Adagiato su una dorsale collinare a pochi chilometri dall’Adriatico e dalla foce del fiume al quale deve parte del nome, il borgo di Torino di Sangro (CH) racchiude in sé diverse meraviglie e punti di interesse storico-naturalistico. A cominciare dalla riserva regionale della Lecceta – uno dei rari boschi costieri ancora visibili in tutto il Mediterraneo, la cui superficie si estende per circa 180 ettari fino a lambire la borgata marina e il trabocco di Punta Le Morge – all’interno della quale si trova anche il cimitero militare britannico (Sangro River War Cemetery), il secondo più grande d’Italia per numero di caduti dopo quello di Cassino, con le sue 2617 anime salite in cielo durante l’epica battaglia sul Sangro raccolte nella quiete di un suggestivo teatro naturale.

Tra le emergenze architettoniche, oltre al Palazzo Priori nella centralissima piazza del comune intitolata al compianto sindaco Donato Iezzi, al complesso monumentale di San Felice lungo la strada per Casalbordino ed alla chiesa di San Salvatore con bella facciata in mattoni ed ambienti barocchi edificata nella parte più alta, è la chiesa della Madonna di Loreto sul corso principale il luogo più iconico ed identitario del paese. Temporaneamente chiusi a causa di lavori di restauro, gli spazi interni a tre navate custodiscono sculture, dipinti murali e su tela, oltre ad un fastoso altare maggiore in marmi policromi sormontato al centro da una nicchia contenente la statua lignea della Madonna, ora ospitata nella chiesa di San Salvatore.

Veneratissima patrona del paese, onorata con tre giorni di festa tra l’ultima domenica di maggio ed i due giorni seguenti, al suo culto è dedicato anche uno dei riti più antichi e sentiti dalla popolazione, che prende il nome del Viso Adorno. L’evento trae origine dal passaggio della Santa Casa di Maria da Nazareth a Loreto, avvenuto secondo la leggenda nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294. Radunatisi nella borgata marina in località Le Morge, quindi, la sera del 9 dicembre cittadini e devoti muniti di fiaccole si muovono in processione verso il centro del borgo lungo la strada ricavata sul percorso dell’antico tratturo Magno. Canti devozionali, litanie e preghiere recitate davanti ad edicole votive segnano il cammino fino all’arrivo in chiesa ben oltre la mezzanotte dove, celebrata la messa, la statua della Madonna di Loreto viene deposta ed offerta all’adorazione dei fedeli per una veglia notturna.

All’alba del mattino dopo, la statua finemente rivestita viene portata sul sagrato dando avvio alla cerimonia del visadorno, come viene chiamata localmente. Tra la folla immersa in un suggestivo ed irreale silenzio, accompagnato dalla musica della banda s’innalza il canto del Buongiorno alla Vergine, seguito da una emozionante Pastorale. La sonora mattinata prosegue spostandosi lungo le vie del paese raggiungendo l’abitazione del sindaco, del parroco e di altre autorità locali, per poi passare a quelle di amici, conoscenti e notabili del luogo, intonando per loro delle strofe personalizzate tra sorrisi e scambio di taralli benedetti e caffè.

Nel pomeriggio, sempre pervasa da musica e convivialità, tra le case del paese avviene la raccolta della legna che sarà accatastata nel piazzale davanti alla chiesa per essere in parte venduta a sostegno del comitato organizzatore. Sul calar della sera, prima di riporre la statua della Madonna nella sua nicchia, viene celebrata una nuova messa solenne all’uscita dalla quale, tra canti, balli della pupa, brindisi con vino rosso ed assaggi di dolci e scrippelle, un grande falò conclude la suggestiva celebrazione. Festa che quest’anno purtroppo non si svolgerà a causa dell’emergenza sanitaria ancora in atto ma che, seppur virtualmente, non smetterà di riscaldare il cuore dei fedeli e dei torinesi tutti in attesa di tempi migliori.

(iMascio – 02/12/2020)
foto di Francesca Fontana