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Trebbiano d'Abruzzo

Il Trebbiano Abruzzese è il vitigno autoctono che assieme al Montepulciano ha scritto la storia della vitivinicoltura in Abruzzo.  Dopo il Cataratto è il vitigno a bacca bianca più diffuso per estensione di ettari,  un primato poco lusinghiero per un vino, se considerato solo dal punto di vista commerciale un prodotto di larga diffusione.  Realizzato con varie tecniche di lavorazione, oggi sempre più produttori scelgono la via qualitativa dando vita a prodotti complessi e strutturati grazie anche alla tecnica dell’invecchiamento in barrique o affinamento in anfore di terracotta.

Da  "Trebulanus", ovvero fattoria, il termine appare nel XVI secolo, per indicare un vino bianco locale che oggi definiremo paesano o casereccio usato dai contadini stessi. Presente tra roccia e mare  in tutte le quattro province abruzzesi, il nostro Trebbiano ha vissuto una nuova evoluzione dagli anni 60 ad oggi acquistando una  maggiore identità con l’arrivo della Doc nel 1972 e l’iscrizione ufficiale nel catalogo nazionale delle varietà nel 1994.   Oggi il disciplinare ne regolamenta la produzione : “il Trebbiano D’Abruzzo può essere prodotto solo ed esclusivamente da vigneti situati su terreni vocati alla qualità ubicati in zone collinari la cui altitudine non deve superare i 500 m sul livello del mare o i 600 m eccezionalmente per i vigneti esposti a mezzogiorno. Il vitigno di produzione deve essere 85% trebbiano abruzzese e per il restante 15% composto da altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione per l’intera regione Abruzzo".

Di colore giallo paglierino, naso delicato e timido, bouquet floreale e fruttato che nello spettro aromatico più complesso libera sentori di mela matura, pesca bianca, pera, fiori d’ acacia, agrumi e miele con un ammandorlato sul finale, fresco e sapido all’assaggio, questo vitigno trova in Abruzzo la sua massima espressione. Regione particolarmente vocata per la viticoltura grazie alle condizioni ideali di illuminazione, ventilazione, temperatura, escursioni termiche e piovosità, l’Abruzzo ospita questo vitigno dandogli la possibilità di arricchire al massimo la sua natura all’interno della grande famiglia dei Trebbiani.

In abbinamento è ottimo con antipasti di mare e verdure, minestre, paste e risotti in bianco, carni bianche in genere. Formaggi semi-stagionati, pecorino di Farindola o un caciofiore aquilano si abbinano perfettamente ad un Trebbiano d’Abruzzo di grande struttura magari nella versione riserva.

Testo e foto di Anna Solini, sommelier AIS 

(LT)