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In una spaccatura della montagna brulla: Pescina e Ignazio Silone

Tutto quello che m'è avvenuto di scrivere,.. si riferisce unicamente a quella parte della contrada che con lo sguardo si poteva abbracciare dalla casa in cui nacqui 

(Uscita di Sicurezza, 1965)

Il bisogno si sincerità e di verità mi spinge a creare un mondo semplice, chiaro, evidente; e non un mondo irreale fantastico o lunare, ma il nostro mondo terrestre, il mio paese terrestre, e, nel mio paese, la regione dove sono nato e che conosco e amo come il bambino conosce il seno di sua madre...” (dalla lettera di Ignazio Silone  a Rainer Biemel)

Giovedì 10 settembre alle ore 18.00, in via delle Botteghe a Pescina (Aq), sarà inaugurata la casa natale di Ignazio Silone, alla presenza del professor Emmanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro, il cui contributo ha reso possibile la realizzazione del progetto, grazie allo stanziamento di fondi del Masterplan Abruzzo. 

Il teatro San Francesco ospiterà, a seguire, alle 18.45  il racconto in musica, "Il Perdono nutre il Mondo: Silone, Dante e La Perdonanza di Celestino V", diretto da Sara Cecala, del III Canto dell’Inferno dantesco, ispirato alla figura di Celestino V, "colui che fece per viltade il gran rifiuto", che Silone reinterpretò ne "L’avventura di un povero cristiano".. "d'un certo tipo di uomo, d’un certo tipo di cristiano, nell’ingranaggio del mondo”, decantandone la purezza dell’ideale cristiano cui lo scrittore si sentiva profondamente legato. Il romanzo ebbe un successo editoriale e di critica tale che da portare due ambiti premi allo scrittore: il “Premio Moretti d’Oro” nel maggio del '68, a Udine e il 3 settembre a Venezia il “Super Campiello". Lo spettacolo teatrale, intensifica il “gemellaggio” culturale tra la città natale di Silone e L’Aquila che ha preso il via lo scorso anno, nel nome della Perdonanza Celestiniana. 

L’iniziativa ad ingresso gratuito, è realizzata  in collaborazione col Centro Studi e Museo Silone che ospita la biblioteca e l'’archivio Siloniano, dono della moglie Darina. E’ inoltre visibile un’importante esposizione di materiale inerente la vita e la storia dello scrittore. La sede ospita annualmente il “Premio Internazionale Ignazio Silone”, a cui partecipano e vengono premiati i più importanti nomi nel panorama culturale internazionale. Il museo ha l’obiettivo di ricordare l’opera letteraria, politica di Ignazio Silone (1900-1978). Il percorso museale, con carattere cronologico, ripercorre le tappe principali della vita di Silone, attraverso le sue opere letterarie, i documenti d’archivio e alcuni oggetti personali; vengono rivisitati con documenti e immagini anche alcuni importanti avvenimenti storici che fecero da cornice alla vita dello scrittore. Tra gli oggetti conservati presso il museo, l’archivio, la biblioteca, le foto di alcuni personaggi cari a Silone, lettere e carte autografe, oltre a numerose edizioni in lingua straniera delle sue opere letterarie. 
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Ignazio Silone, all’anagrafe Secondino Tranquilli, nato a  Pescina (Aq) nella Marsica il I maggio del 1900, è uno degli intellettuali italiani più conosciuti e letti in Europa e nel mondo intero per la sua capacità di non cedere mai alle lusinghe del potere o alle mode letterarie del momento. Politico, drammaturgo, giornalista e scrittore della libertà e degli umili è entrato e continua ad entrare in ogni casa sotto ogni latitudine, con il suo linguaggio semplice, profondo e universale. Nel 1930 scrive quello che sarà ritenuto il suo capolavoro letterario “Fontamara”, romanzo ambientato in un borgo montano simile a tanti in Abruzzo che divenne un successo mondiale, tradotto in oltre venti lingue di altrettanti paesi. Un viaggio a Parigi, Pane e vino, riveduta col titolo di Vino e pane, Il seme sotto la neve,  Una manciata di more, Il segreto di Luca, La volpe e le camelie, L'avventura di un povero cristiano, La speranza di suor Severina, Uscita di Sicurezza sono solo alcune delle sue più note produzioni letterarie. Muore  il 22 agosto 1978  e le sue ceneri  collocate ai piedi del vecchio campanile di San Bernardo del suo paese natale, dove tuttora riposano come da sua volontà... "Mi piacerebbe di essere sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino in lontananza"

L.Toppeta 09-09-2020

foto: Mah! cc-by-nc-nd- 2.0

 

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